ELOGIO DELLA PIRATERIA PDF

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Author:Vudosida Faugul
Country:Albania
Language:English (Spanish)
Genre:Technology
Published (Last):25 June 2006
Pages:367
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ISBN:212-2-91107-198-5
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Non superare le dosi consigliate. Nel dubbio, somministrare a singoli capitoli. Chiedetelo a George W. E questo, a molti, fa paura. Ma regole nuove scaturiscono soltanto dalla comprensione di come funzionano realmente certi meccanismi sociali e di mercato; e in questo senso vi aspettano molte sorprese.

Paladini del diritto che si rivelano ladri; ladri che si rivelano tutori della cultura; tutori della cultura costretti a fare i ladri dai paladini del diritto. Prendete questo libro come una sfida: le vostre gengive mentali sono troppo molli per masticare concetti nuovi e croccanti? Siete abbastanza sicuri dei presupposti su cui si basano le vostre regole morali da poter demolire quelle innovative proposte qui?

Tutte queste pratiche hanno in comune due caratteristiche: sono totalmente fuorilegge e al tempo stesso assolutamente necessarie per salvare la nostra storia e la nostra cultura da una precoce morte cerebrale.

Un libro, un brano musicale o un programma informatico hanno un valore proporzionale al numero di persone che conoscono e utilizzano quel testo, quella musica o quel programma. Sprofonderemmo nel regno del caos e nella totale assenza di regole gettando al vento ogni convenzione sociale? Io, invece, non mi sono mai divertito tanto a scrivere. Dietro la maschera del copyright si nasconde una legislazione che tutela gli interessi delle grandi case produttrici di software ma non i diritti delle singole persone, e punisce con la carcerazione la copia dei programmi, anche se fatta senza scopi commerciali o criminali, ad uso personale, ad uso didattico, a beneficio di associazioni, gruppi di volontariato, organizzazioni non governative, scuole.

Qualunque accordo commerciale o contratto di vendita che limiti il diritto dei contadini a disporre liberamente del proprio territorio e delle proprie sementi va considerato nullo.

Durante le guerre moderne i telefoni hanno fatto da ponte tra le popolazioni combattenti, mantenendo in vita sottilissimi fili di unione e di speranza in un futuro senza battaglie. La produzione di queste piccole emittenti attinge a piene mani dalla strada, trasformando il flusso televisivo, finora unidirezionale, in un circuito aperto agli scambi tra diverse tv di quartiere e ai contributi di chi vive, abita e lavora nei paraggi delle emittenti. Tv avesse deciso di non regalare al proprio quartiere una partita del Napoli.

Una televisione come un volantino? Quanti volantini si potrebbero fare con la stessa somma di denaro? Attraverso la radio Danilo denuncia le malefatte, le inadempienze e le omissioni del potere che dimenticava i terremotati del Belice e li truffava regalando i soldi ai faccendieri.

E adesso desidero che tutte le persone del mondo, bianche o nere, giovani o anziane, di qualunque religione o credo politico, tutte possano beneficiare della folgorazione che mi ha illuminato sulla via di internet. Sono cresciuto senza commettere alcuna azione illecita, anzi da piccolo rubavano a me le merendine o il pallone.

Al tempo stesso sviluppavo una certa diffidenza nei confronti del progresso. Qualunque cosa significhi. Era una strana macchina da scrivere, devo dire. Era comodo poter cancellare, correggere, ampliare e tagliare senza dover riscrivere tutto il foglio.

Era bello vedere le proprie parole scritte nei caratteri usati dai libri o dai giornali veri. Era inebriante. Pian piano nel computer iniziai a scriverci di tutto. Rientrare a casa ed accendere il computer era una successione di azioni automatica. Anche se non avevo in mente di scrivere niente. Dovevo fornire a mia madre che stava scendendo a fare la spesa il nome del deodorante che mi era finito? Lo scrivevo al computer, mica glielo dicevo a voce… Era il Ricordo che, alla vigilia di un concorso, pernottai a Bologna a casa di amici.

Di connessione, forse. Mi addormentai convinto che internet fosse un bidone. Ne parlavano ormai anche i giornali e le televisioni. Mi ero fatto una mia idea. Un Grande Fratello poteva accedere, senza che noi ce ne accorgessimo, nei nostri computer. Ma forse internet richiede competenze particolari? No, ad internet — mi mostrarono alcuni amici — si accede spostando un paio di volte il mouse e cliccando altrettante volte un tasto.

Mi collegai ad internet. La lentezza era oggettivamente esasperante, ma soggettivamente, per me, adeguata. Fu solo una questione di giorni, forse di ore. Sinceramente ne dubito. La musica. Esistono programmi per mezzo dei quali si possono scaricare via internet canzoni e persino film.

Un dibattito interessante. Tardo pomeriggio. Lui era seduto davanti al computer, collegato ad internet, ed io ero disteso sul letto, lontano dal monitor. Si parlava distrattamente di politica, dunque di ladri e infine di tecnologia. Ed ero talmente convinto di essere nel giusto che non prestai molta attenzione alle argomentazioni del mio amico ed oggi, infatti, non le ricordo nemmeno. Non potevo crederci.

Nel computer. Non perdiamo tempo, scarica! Scarica tutto, dannazione! Il mondo si avvicina; possiamo aprirci alla conoscenza di altre culture. Contaminazioni, si usa dire. Adesso ho un nuovo computer, scelto sulla base di nuove e mutate esigenze.

Sono in attesa della linea Adsl. Mi portano il cibo attraverso la finestra. Guardo con compassione quei tecnoanalfabeti che ancora mettono piede nei negozi di dischi. E poi alcuni pirati erano degli eroi. Se mi chiedete le caratteristiche tecniche del mio computer, non vi saprei rispondere.

Ma so a cosa mi serve e so che cosa voglio. Voglio tutto. Canzoni, film, tutto. Voglio un nuovo programma informatico che mi porti a casa le orchestre ed i cantanti.

Non mi basta sentire la loro musica; devono materializzarsi e suonare dal vivo sulla mia scrivania. Voglio che resusciti Ofra Haza. Voglio tutte le canzoni del mondo dalla notte dei tempi ad oggi ed anche quelle del futuro. Ne ho diritto. Bisogna scriverlo nella Costituzione europea: siamo un libero spazio di scambi commerciali ed un mercato comune. Se mi trattengono al Dipartimento delle Dipendenze Patologiche, siate voi a promuovere questa nuova visione del mondo e diffondetela tra coloro che vivono ancora nelle tenebre.

Invito tutti voi a collaborare con me per rafforzare le nostre leggi sul copyright in tutti i modi possibili. Al contrario di quanto accade con i piccoli uomini avidi che trasformano le idee in denari, il viaggio dei pirati nel mare della libera conoscenza e delle arti visive e musicali ha conquistato il cuore di molti cantanti e cineasti, che hanno abbandonato il lato oscuro della natura umana per tuffarsi nella ricchezza luminosa della condivisione.

A quello sarei contrario. Certo che no.

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